Google Analytics e il Nuovo EU-U.S. Data Privacy Framework

Indice dei contenuti

Articolo in pillole (per chi ha fretta):

  • Nuovo EU-U.S. Data Privacy Framework garantisce la protezione dei dati personali trasferiti tra UE e USA.
  • Il Framework impone obblighi stringenti sulle aziende statunitensi, inclusa l’eliminazione dei dati non necessari.
  • Gli individui dell’UE hanno accesso a vari meccanismi di ricorso se i loro dati sono gestiti in modo errato.
  • Google Analytics (GA4) può essere riutilizzato solo dopo un processo specifico di adesione al Framework da parte di Google.
  • Il nuovo accordo offre certezza legale e sicurezza dei dati tra l’UE e gli USA.
  • NOYB è pronta a ricorrere alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Introduzione

Recentemente, la Commissione Europea ha dato il proprio assenso al nuovo EU-U.S. Data Privacy Framework, che stabilisce un livello di protezione dei dati personali tra l’Europa e gli Stati Uniti, paragonabile e conforme ai requisiti dell’Unione Europea.

Questa decisione di adeguatezza apre la strada a un flusso di dati personali tra le aziende dell’UE e quelle statunitensi, purché rispettino le disposizioni previste dal Framework.

Affinché le aziende che operano nell’Unione Europea possano utilizzare lo strumento Google Analytics 4, anche Google dovrà conformarsi al nuovo Framework.

Il Quadro Privacy EU-USA e Google Analytics

Il nuovo EU-U.S. Data Privacy Framework implementa misure vincolanti, le quali rispondono alle preoccupazioni precedentemente sollevate dalla Corte di Giustizia Europea. Esso limita l’accesso ai dati personali europei da parte dei servizi di intelligence statunitensi, assicurandone un utilizzo strettamente necessario e proporzionato.

Chiaramente, il nuovo framework pone l’attenzione su Google Analytics 4 (almeno per chi ne ha fatto uso fino a poco tempo fa), uno strumento molto utilizzato dalle aziende su entrambi i lati dell’Atlantico. Affinché le aziende europee possano inserire GA4 nel proprio portafoglio di strumenti, Google dovrà seguire un preciso iter, così come previsto dal Framework EU-U.S. Data Privacy:

  • Auto-certificazione: Le aziende statunitensi dovranno impegnarsi formalmente a rispettare un insieme dettagliato di regole sulla privacy attraverso un processo di auto-certificazione con il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti. Queste regole includono limitazione dello scopo, minimizzazione dei dati, ritenzione dei dati, sicurezza dei dati e condivisione dei dati con terzi.
  • Monitoraggio e revisione: Dopo aver effettuato l’auto-certificazione, le aziende statunitensi saranno soggette a un monitoraggio continuo da parte del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti per garantire la conformità continua alle regole del Framework.
  • Meccanismi di risoluzione delle controversie: le aziende statunitensi dovranno dimostrare di avere in atto adeguati meccanismi per risolvere eventuali controversie sulla protezione dei dati che possano essere sollevate dagli individui dell’UE. Queste modalità possono comprendere l’utilizzo di procedure di conciliazione indipendenti e senza costi aggiuntivi, nonché un comitato di arbitrato.
  • Sicurezza nell’accesso ai dati da parte delle agenzie di intelligence degli Stati Uniti: le aziende statunitensi saranno tenute a fornire garanzie che limitino l’accesso alle informazioni personali da parte delle agenzie di intelligence statunitensi solo a quello strettamente necessario e proporzionato per garantire la sicurezza del paese. Inoltre, sarà necessario instaurare un sistema di ricorso indipendente e imparziale per gestire e risolvere eventuali reclami in merito alla raccolta dei dati a fini di sicurezza nazionale.

NOYB contesta la decisione e annuncia il ricorso

La Not Your Business (NOYB) – associazione no-profit per la difesa dei diritti digitali e della privacy – ha già annunciato che farà ricorso alla CJEU (Corte di Giustizia dell’Unione Europea – Court of Justice of the European Union).

Secondo l’associazione, infatti, il nuovo Framework sarebbe in gran parte una copia del “fu” Privacy Shield, già invalidato dall’organismo europeo.

Il nodo FISA 702 (Section 702 del Foreign Intelligence Surveillance Act – clicca per approfondire) rimane ancora aperto. Stando all’associazione, gli USA hanno rifiutato di riformare la sezione: “the US has refused to reform FISA 702 to give non-US persons reasonable privacy protections” (gli Stati Uniti si sono rifiutati di riformare il FISA 702 per garantire ai non statunitensi una ragionevole tutela della privacy” – Il link al comunicato si trova nelle fonti sottostanti).
La battaglia, quindi, è ancora aperta.

In breve

Allo stato attuale: solo una volta completato questo processo, Google sarà considerata in conformità con il Framework EU-U.S. Data Privacy. Solo allora, le aziende che operano nell’Unione Europea potranno ripristinare l’utilizzo di Google Analytics.

Vedi le Fonti Ufficiali della Commissione Europea:

https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_23_3721
https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/qanda_23_3752

Fonte NOYB:

https://noyb.eu/en/european-commission-gives-eu-us-data-transfers-third-round-cjeu

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https://viralideaproject.com/google-analytics-e-gdpr-quali-alternative-utilizzare/

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